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// la_lettera

una pagina, quattro parti, nessuna parola di troppo.

Lo schema che si usa il giovedì. Lo stesso per una rettifica e per una richiesta di copie: cambia solo cosa chiedi.

Quattro cartoncini bianchi affiancati su un tavolo di legno con una matita

perché così corta

Chi apre la posta in filiale o all'ufficio reclami legge decine di lettere al giorno. Quelle lunghe, con la storia del rapporto con la banca dall'inizio, finiscono in fondo alla pila o vengono capite a metà. Una pagina che dice subito chi scrive, cosa ha visto e cosa vuole si lavora prima e meglio. Il corso insiste su questo più che su qualsiasi formula.

parte uno: chi sei e di quale rapporto parli

Nome, cognome, indirizzo, e il riferimento del conto o del deposito titoli così come compare sui documenti della banca. Basta una riga o due. L'assistente ti aiuta a trovare sul documento il codice giusto, che spesso non è quello che ricordi a memoria.

parte due: cosa hai visto

Qui va l'errore, descritto come un fatto: il documento, la data, la riga, l'importo. Senza aggettivi e senza ipotesi su come sia successo. Se hai trovato la stessa cosa in due documenti, li citi entrambi. È la parte su cui si lavora di più, perché la tentazione di spiegare troppo è forte.

esempio::parte_due

Nell'estratto del deposito titoli al 30 settembre, a pagina 2, la commissione di custodia del terzo trimestre risulta addebitata due volte, il 2 e il 3 ottobre, per lo stesso importo. Allego l'estratto e la contabile del 2 ottobre.

parte tre: cosa chiedi

Una richiesta sola, chiara. Che la riga venga corretta e l'importo riaccreditato, oppure che ti venga mandata copia di un documento preciso. Se le richieste sono due, si scrivono due frasi separate, mai una frase con due cose dentro.

Per le copie si può citare l'articolo 119, comma 4, del Testo unico bancario: dà diritto a ricevere, a proprie spese, copia della documentazione sulle singole operazioni degli ultimi dieci anni, entro novanta giorni dalla richiesta. Il corso ti mostra dove metterlo nella frase, non ti spiega il diritto bancario.

parte quattro: entro quando e come rispondere

Indichi dove vuoi ricevere la risposta, per posta o alla tua PEC, e chiudi con la data e la firma. Gli allegati vanno elencati in fondo, uno per riga, con il nome del documento e la data. L'ultima cosa che fa l'assistente, prima della stampa, è controllare che ogni allegato citato nel testo sia anche nell'elenco.

Tre domande prima di firmare: si capisce in trenta secondi cosa è successo? C'è una sola richiesta per frase? Ogni foglio nominato è nella busta?

cosa l'assistente non scrive

Non aggiunge minacce, citazioni di sentenze o richieste di danni. Non inventa articoli di legge. Se gli chiedi di rendere la lettera più dura, ti propone di renderla più precisa. Lo usiamo così di proposito: una lettera di rettifica funziona perché è difficile da contraddire, non perché fa paura.

quali documenti chiedere →